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Energia

       "I Circoli dell'Ambiente e della Cultura Rurale - ONLUS"


Energia ed Acqua

 

Alla base della nostra politica in tema di energia e gestione delle acque ci saranno  innanzitutto campagne di sensibilizzazione per il risparmio che partiranno dalle scuole: è necessario, per conservare l’equilibrio dell’ecosistema, per prima cosa consumare meno le risorse di cui disponiamo, ma di cui, a questo ritmo, non disporremo ancora per molti decenni.

 Energia

 

Dando ormai per scontati gli interventi per la produzione di energia rinnovabile nel settore pubblico, come ad esempio l’utilizzo dei tetti delle strutture per l’installazione di impianti e di pannelli fotovoltaici, obiettivo primario sarà INCENTIVARE IL RINNOVABILE DOMESTICO e gli interventi di EDILIZIA SOSTENIBILE. Altrettanto fondamentale sarà investire nella ricerca.

Sarà necessario intervenire sull’illuminazione pubblica per ottenere un risparmio tangibile: chiediamo interventi in tema di efficienza energetica per consumare meglio, la sostituzione dell’illuminazione pubblica con illuminazione a LED per consumare meno e l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile per consumare energia pulita.

Il settore energetico è quello più florido della Green Economy: si potrà rilanciare l’economia, grazie al risparmio in bolletta, dando un forte contributo alla riduzione delle emissioni di sostante nocive.

MA IL RINNOVABILE NON BASTA!

Sarà necessario il ritorno al nucleare, fonte di energia SICURA, ECONOMICA E PULITA.

Il nucleare è sicuro, perché la statistica non mente, è chiara e conferma che gli incidenti nelle centrali, soprattutto in quelle di ultima generazione, sono inesistenti o comunque senza conseguenze, anche nelle zone ad altissimo rischio sismico.

Il nucleare è economico, perché a fronte di un investimento iniziale pur importante, che viene ammortizzato nel tempo, c’è un risparmio enorme nella produzione di energia, a cui va aggiunta la semplice considerazione che tale energia verrebbe prodotta in Italia e non acquistata all’estero e dunque la moneta circolerebbe all’interno dei nostri confini. Minor costo dell’energia vuol dire tariffe più basse, tariffe più basse vogliono dire minori spese per le famiglie e maggiore competitività per le imprese e conseguente rilevante beneficio per l’intera economia italiana.

Il nucleare è pulito, perché le centrali non emettono sostanze tossiche nell’atmosfera e darebbero la possibilità all’Italia di affrancarsi dalla dipendenza da petrolio e carbone, vantaggio non solo economico ed ambientale, ma anche geopolitico. Il problema dello smaltimento delle scorie, che esiste e non può essere negato, va comunque ridimensionato. I rifiuti nucleari sono classificati in funzione della durata della loro vita (inferiore o superiore a 30 anni) e del loro grado di attività. Si distinguono, pertanto, i rifiuti ad attività molto bassa, i rifiuti a bassa e media attività a vita breve  ed i rifiuti ad alta attività e/o a vita lunga (e solo per questi ultimi, che rappresentano appena il 5% del totale, si pone il vero problema).

A questo aggiungiamo una verità che sfata un tabù: il referendum del 1987 non ha abrogato il nucleare, quella fu una scelta della politica! Il primo quesito, infatti, abrogò la norma che consentiva al Cipe di decidere sulla localizzazione delle centrali in caso di inerzia degli enti locali; il secondo, il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone; il terzo la norma che consentiva all’ENEL di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero.